Lucio Corsi critica i talent: “Percorso forzato e poco autentico”

Lucio Corsi non ha mai nascosto il suo scetticismo nei confronti dei talent show, considerandoli un format eccessivamente costruito e poco autentico. Intervenuto nel podcast Bsmt di Gianluca Gazzoli, l’artista ha espresso il suo pensiero in modo diretto: “Non mi è mai piaciuta la strada del talent. È uno show troppo televisivo e troppo forzato”.

Un percorso che richiede tempo

Secondo il cantautore toscano, che si è classificato al secondo posto all’ultimo Festival di Sanremo, questi programmi tendono a creare un’estetica artificiale dell’artista in pochissimo tempo, senza permettere una crescita naturale. “Costruiscono in pochi mesi l’estetica del cantante, che invece fuori nasce dopo anni di concerti, tentativi e questioni personali”. Per Corsi, l’identità di un musicista non può essere determinata da un giudice televisivo: “Non può essere un giudice a metterti i panni giusti. È un processo che richiede del tempo”.

Il rischio della spettacolarizzazione

Approfondendo il suo punto di vista, Corsi ha sottolineato un altro aspetto che lo infastidisce profondamente: la spettacolarizzazione di percorsi che dovrebbero essere invece spontanei e vissuti con un processo naturale. “Non mi piace la spettacolarizzazione di cose che non dovrebbero essere spettacolari. Crescere in così poco tempo davanti agli occhi della telecamera secondo me è sbagliato, nocivo. Non lo trovo bello, non lo trovo elegante”.

Il curioso caso di “Vita da Carlo 3”

Parlando della sua partecipazione a Sanremo, Corsi ha fatto riferimento a una coincidenza piuttosto singolare: la serie “Vita da Carlo 3” di Carlo Verdone aveva in qualche modo anticipato il suo debutto sul palco dell’Ariston. “È stata una casualità che mi ha fatto anche riflettere sul fatto di seguire questo flusso. Provare a mandare una canzone ha fatto parte del ragionamento. Avevo il disco in lavorazione, a cui tenevo molto”. Questo lo ha portato a valutare la partecipazione con uno spirito più libero, senza troppe aspettative.

L’Eurovision e la rinuncia di Olly

Dopo Sanremo, un’altra grande occasione attende Corsi: la partecipazione all’Eurovision Song Contest, che rappresenterà l’Italia a maggio in seguito alla rinuncia di Olly. “Capisco il suo punto di vista. Ha dieci anni meno di me, ha un altro percorso rispetto al mio”. Corsi ha raccontato come lui e Tommaso Ottomano abbiano deciso di affrontare l’esperienza con coerenza artistica: “Se dovesse rinunciare siamo in ballo e balliamo. Seguiamo quello che abbiamo fatto a Sanremo, seguiamo quella linea lì, senza tanti fuochi d’artificio, andiamo seguendo la nostra idea. Non plasmiamo la cosa in base ai contenitori”.

Lucio Corsi si prepara dunque a questa nuova avventura mantenendo fede alla sua visione artistica, senza compromessi e con la voglia di portare la sua musica su un palco internazionale con autenticità e personalità.

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